GUIDA · COME FUNZIONA IL CONSOLIDAMENTO DEBITI

Consolidamento debiti: come funziona passo per passo

Dal calcolo dei debiti da estinguere alla nuova rata: il consolidamento segue una sequenza precisa di verifiche, documenti, valutazione e chiusura delle vecchie posizioni.

Questa guida spiega cosa succede in ogni fase, quali numeri confrontare e come capire se la nuova struttura rende davvero il bilancio più semplice e sostenibile.

Aggiornato il 18 settembre 2026 · Lettura approfondita
AArgentalis · Informazione finanziaria
Consulenza su finanziamenti e consolidamento debiti con confronto dei dati al computer
Guida ArgentalisIl consolidamento non elimina i debiti: li riorganizza. Rata, durata, TAEG e totale dovuto vanno sempre letti insieme.
PassaggiDebiti, conteggi, rata, documenti, valutazione, erogazione ed estinzioni.
ConfrontoLeggi insieme rata, durata, TAEG, totale dovuto e debiti realmente chiusi.
ObiettivoRidurre la frammentazione senza creare un piano troppo lungo o poco sostenibile.
01 · COME FUNZIONA

Consolidamento debiti: come funziona in pratica

Il consolidamento debiti è un’operazione con cui si cerca di sostituire più impegni finanziari con una nuova struttura di rimborso più semplice da gestire. In pratica, invece di continuare a pagare più rate con scadenze, durate e condizioni diverse, si valuta un nuovo finanziamento destinato a estinguere in tutto o in parte i debiti selezionati e a lasciare una rata unica o comunque un piano più ordinato.

Il punto centrale è capire che il consolidamento non “cancella” i debiti: li riorganizza. Il capitale residuo dei finanziamenti da chiudere deve essere rimborsato e confluisce, insieme agli eventuali costi dell’operazione, nel nuovo piano. La convenienza dipende quindi non solo dalla rata mensile, ma anche dalla durata, dal TAEG, dal totale dovuto e dalla reale riduzione della pressione sul bilancio familiare.

Il funzionamento concreto segue una sequenza abbastanza chiara: ricostruire tutti i debiti, ottenere i conteggi estintivi, definire l’importo necessario, verificare la sostenibilità della nuova rata, presentare la documentazione, ricevere una valutazione e confrontare le condizioni prima di firmare. Solo dopo l’erogazione e l’effettiva estinzione delle posizioni precedenti il consolidamento può dirsi completato.

Per una panoramica più ampia dell’operazione puoi partire anche dalla guida generale sul consolidamento debiti. Qui, invece, ci concentriamo soprattutto sul meccanismo passo per passo e su ciò che succede prima, durante e dopo la richiesta.

02 · DEBITI DA INSERIRE

Quali debiti possono entrare nel consolidamento

Prima di parlare di nuova rata bisogna decidere quali posizioni si vogliono realmente estinguere. Prestiti personali, finanziamenti finalizzati, carte revolving e altri rapporti di credito possono avere scadenze e regole differenti. Non è sufficiente sommare le rate che escono ogni mese: serve conoscere il debito residuo e le condizioni necessarie per chiudere ogni rapporto.

In alcuni casi può essere utile consolidare quasi tutte le esposizioni; in altri ha più senso lasciare fuori un finanziamento ormai vicino alla scadenza o una posizione con costi particolarmente favorevoli. La selezione deve essere funzionale all’obiettivo: ridurre la frammentazione e rendere il bilancio più stabile, senza aumentare l’importo del nuovo prestito più del necessario.

È inoltre importante distinguere tra debiti finanziari veri e propri e spese correnti. Un consolidamento può riorganizzare finanziamenti esistenti, ma non dovrebbe diventare un modo per finanziare indefinitamente bollette, consumi ordinari o deficit mensili ricorrenti. Se il problema nasce da un bilancio strutturalmente negativo, una nuova rata può spostare il problema senza risolverlo.

Quando l’obiettivo è arrivare a un solo pagamento mensile, la guida sul consolidamento debiti con unica rata approfondisce proprio il rapporto tra semplificazione, durata e costo complessivo.

03 · INVENTARIO DEI DEBITI

Primo passaggio: costruire una fotografia completa dei finanziamenti

Il primo passaggio operativo è mettere tutti i debiti su una sola pagina. Per ciascun rapporto annota finanziatore, rata mensile, data di scadenza, capitale residuo, eventuali arretrati, tipo di tasso e presenza di coperture assicurative o altri costi. Questa tabella serve a capire quanto stai pagando oggi e soprattutto quanto capitale deve essere realmente estinto.

È utile separare le informazioni certe dalle stime. La rata che vedi sull’estratto conto è certa, ma il capitale da chiudere può richiedere un conteggio estintivo aggiornato. Anche piccole differenze tra residuo stimato e importo effettivo possono cambiare l’ammontare del nuovo finanziamento, soprattutto quando le posizioni da consolidare sono numerose.

In questa fase conviene anche segnare quali debiti stanno creando maggiore pressione: rate alte, più scadenze concentrate nello stesso periodo, revolving con utilizzo continuativo o prestiti che ancora dureranno diversi anni. L’obiettivo non è solo fare una somma, ma capire quali rapporti rendono più difficile la gestione mensile.

Una fotografia ordinata aiuta anche a evitare richieste sovradimensionate. Se sai esattamente quali posizioni vuoi chiudere e quanto servirebbe per farlo, puoi confrontare le proposte su una base omogenea invece di partire da un importo generico o scelto soltanto in funzione della rata desiderata.

04 · CONTEGGI ESTINTIVI

Secondo passaggio: ottenere i conteggi per chiudere i vecchi prestiti

Il conteggio estintivo indica quanto è necessario versare per chiudere anticipatamente un finanziamento in una determinata data. È uno dei documenti più importanti del consolidamento perché trasforma una stima in un importo concreto. Senza questo dato, il rischio è costruire il nuovo prestito su valori non aggiornati e scoprire in seguito che manca capitale per estinguere una o più posizioni.

Ogni intermediario può avere procedure e tempistiche proprie per fornire il conteggio. Per questo è utile richiederlo quando la valutazione del consolidamento diventa concreta, evitando però di basare tutto su documenti troppo vecchi. Se il processo si prolunga, alcuni conteggi potrebbero dover essere aggiornati prima della chiusura definitiva.

Controlla sempre quali voci sono comprese: capitale residuo, eventuali interessi maturati, costi previsti e importo complessivo necessario per l’estinzione. Se qualcosa non è chiaro, chiedi una spiegazione scritta. Il consolidamento funziona bene solo quando è evidente quali rapporti saranno chiusi e con quale importo.

La somma dei conteggi estintivi, aggiustata per eventuali costi e per l’eventuale liquidità aggiuntiva richiesta, forma la base del nuovo fabbisogno. È molto più affidabile di una semplice moltiplicazione delle rate mancanti per il numero di mesi residui.

05 · NUOVA RATA

Terzo passaggio: definire una rata sostenibile, non soltanto più bassa

Una volta noto l’importo da consolidare, il passaggio successivo è capire quale rata sarebbe realmente sostenibile. Una rata più bassa può sembrare automaticamente migliore, ma spesso viene ottenuta allungando la durata. Questo può aumentare il costo complessivo anche se il beneficio mensile è evidente. Per questo rata, durata e totale dovuto vanno letti insieme.

La rata sostenibile dovrebbe lasciare spazio alle spese essenziali, agli imprevisti e a un margine di sicurezza. Se per rispettare la nuova scadenza devi contare su bonus incerti, straordinari abituali ma non garantiti o riduzioni di spesa poco realistiche, il piano è fragile. È meglio usare un reddito prudente e spese realistiche.

Può essere utile confrontare almeno tre scenari: durata più breve con rata maggiore, soluzione intermedia e durata più lunga con rata più bassa. Questo esercizio rende visibile il compromesso tra sollievo mensile e costo complessivo, evitando di scegliere automaticamente la rata minima disponibile.

Quando vuoi capire soprattutto la logica della nuova rata puoi utilizzare il simulatore Argentalis come riferimento orientativo. La simulazione non è un’offerta e non garantisce l’approvazione, ma aiuta a visualizzare l’effetto di importo e durata.

06 · VALUTAZIONE DEL PROFILO

Come viene valutata una richiesta di consolidamento

Dopo aver definito l’operazione, l’intermediario valuta se il nuovo finanziamento è compatibile con il profilo del richiedente. In genere vengono considerati reddito, continuità e stabilità delle entrate, indebitamento esistente, storico dei pagamenti, durata richiesta e rapporto tra nuova rata e capacità di rimborso. I criteri concreti possono cambiare da un soggetto all’altro.

Il fatto che il consolidamento abbia lo scopo di ridurre più rate non significa che venga approvato automaticamente. Il nuovo prestito deve comunque essere sostenibile e coerente con l’importo richiesto. Una posizione molto indebitata, un reddito instabile o recenti difficoltà di pagamento possono rendere l’istruttoria più complessa.

Per questo è utile preparare la richiesta prima di inviarla. Ridurre importi non necessari, aggiornare i documenti, chiarire quali debiti saranno estinti e presentare un quadro ordinato rende la valutazione più leggibile. Moltiplicare richieste casuali presso molti operatori non sostituisce una buona preparazione.

Se esistono ritardi o informazioni negative, la guida sul consolidamento debiti per cattivi pagatori spiega quali verifiche fare prima di ipotizzare una nuova richiesta.

07 · DOCUMENTI

Quali documenti servono normalmente per l’istruttoria

La documentazione esatta dipende dalla soluzione e dal profilo, ma una richiesta ben preparata include normalmente documenti di identità, informazioni sul reddito, coordinate e dati bancari richiesti, contratti o riepiloghi dei finanziamenti da estinguere e conteggi estintivi aggiornati. Per lavoratori autonomi e imprese individuali possono essere richiesti documenti reddituali differenti rispetto a un dipendente.

È importante che i documenti raccontino la stessa storia. Importi delle rate, debiti dichiarati e movimenti ricorrenti dovrebbero essere coerenti con il quadro presentato nella richiesta. Se esistono posizioni non incluse nel consolidamento, è meglio considerarle comunque nel calcolo della sostenibilità perché continueranno a incidere sul bilancio dopo l’operazione.

Prepara anche un elenco semplice delle posizioni: finanziatore, numero o riferimento del contratto, residuo, rata e obiettivo di estinzione. Questo riduce il rischio di dimenticare un rapporto e rende più facile verificare, alla fine del processo, che le vecchie esposizioni siano state effettivamente chiuse.

Per chi lavora in proprio, la lettura del reddito può richiedere particolare attenzione. La guida sul consolidamento debiti per autonomi approfondisce proprio la documentazione e la variabilità delle entrate.

08 · PRE-ISTRUTTORIA

Cosa succede dopo l’invio della richiesta

Dopo l’invio, l’intermediario verifica la completezza dei dati e può chiedere chiarimenti o documenti aggiuntivi. In questa fase vengono confrontate le informazioni dichiarate con la documentazione disponibile e viene valutata la fattibilità dell’operazione. Non tutte le richieste passano direttamente a una proposta definitiva: alcune richiedono modifiche all’importo o alla durata.

È possibile che venga suggerito di escludere un debito, ridurre l’eventuale liquidità extra o scegliere una durata diversa. Questi aggiustamenti non vanno letti soltanto come ostacoli: possono servire a riportare il progetto entro una soglia considerata più sostenibile. L’importante è capire l’effetto di ogni modifica su rata e costo complessivo.

Durante la pre-istruttoria evita di assumere nuovi impegni finanziari senza considerarne l’impatto. Un nuovo prestito, una nuova carta o un aumento dell’utilizzo del credito possono modificare la fotografia economica rispetto a quella analizzata inizialmente. La coerenza tra richiesta e situazione reale resta importante fino alla conclusione.

Quando confronti più interlocutori, assicurati di confrontare operazioni equivalenti. Una proposta che estingue sei debiti e una che ne estingue solo quattro non sono direttamente comparabili, anche se la rata finale sembra simile.

09 · OFFERTA E COSTI

Come leggere l’offerta: TAN, TAEG, durata e totale dovuto

Quando ricevi una proposta, la rata è soltanto uno dei dati da leggere. TAN e TAEG hanno funzioni diverse e il TAEG è particolarmente utile per avere una misura sintetica del costo complessivo del credito secondo le regole applicabili. Vanno poi considerati durata, importo finanziato, eventuali costi accessori e totale dovuto nel corso del piano.

Due proposte con la stessa rata possono avere costi molto diversi se cambiano durata e spese. Allo stesso modo, una rata leggermente più alta può corrispondere a un piano più breve e a un esborso totale inferiore. Il confronto corretto richiede quindi una tabella, non una sola cifra.

Controlla anche l’importo effettivamente destinato all’estinzione dei vecchi debiti e l’eventuale liquidità aggiuntiva. Se parte del nuovo capitale non serve a chiudere esposizioni ma entra sul conto come disponibilità extra, la rata può aumentare e il piano diventa più oneroso. Questa scelta va fatta consapevolmente.

La guida sul prestito per consolidamento debiti approfondisce come leggere requisiti, costi e sostenibilità di una nuova operazione.

10 · EROGAZIONE ED ESTINZIONI

Cosa succede quando il nuovo finanziamento viene erogato

Se la richiesta viene approvata e il contratto viene perfezionato, il passaggio decisivo è l’estinzione dei rapporti selezionati. A seconda della struttura dell’operazione, i fondi destinati alle chiusure possono essere gestiti secondo modalità diverse. Ciò che conta è che sia chiaro quali debiti vengono estinti e quali, eventualmente, restano aperti.

Non dare per scontato che una vecchia posizione sia chiusa soltanto perché la nuova rata è partita. Verifica la documentazione di estinzione, controlla gli addebiti successivi e conserva le conferme ricevute. Se una carta revolving o una linea di credito deve essere chiusa, verifica anche l’effettiva cessazione del rapporto e non solo l’azzeramento temporaneo del saldo.

La fase post-erogazione è importante perché il vantaggio del consolidamento dipende dalla reale riduzione delle esposizioni. Se i vecchi rapporti restano disponibili e vengono nuovamente utilizzati, il bilancio può tornare rapidamente a essere più pesante di prima, sommando la nuova rata a nuovo debito.

Per questo un buon consolidamento non termina con l’accredito o con la firma: termina quando il nuovo piano è operativo, le vecchie posizioni previste sono chiuse e la gestione mensile è effettivamente più semplice.

11 · DOPO IL CONSOLIDAMENTO

Come cambia il bilancio mensile dopo la riorganizzazione

Dopo l’estinzione dei debiti selezionati, il bilancio dovrebbe diventare più leggibile. Meno addebiti, una sola scadenza principale e un importo mensile più prevedibile possono facilitare la gestione. Questo vantaggio organizzativo è reale, ma va trasformato in disciplina: il margine liberato non dovrebbe essere immediatamente riassorbito da nuove spese a credito.

Una buona pratica è destinare parte del margine mensile a una piccola riserva per imprevisti. In questo modo una spesa non programmata ha meno probabilità di generare una nuova carta rateale o un altro prestito. Il consolidamento funziona meglio quando viene accompagnato da un cambiamento nella gestione delle uscite ricorrenti.

Controlla inoltre che tutti gli addebiti precedenti siano cessati. Per alcune posizioni potrebbero esserci tempi tecnici o movimenti finali. Confronta gli estratti conto dei mesi successivi e conserva la documentazione di chiusura, così da poter intervenire rapidamente in caso di incongruenze.

La semplificazione mensile è quindi un mezzo, non il fine. Il fine è avere un piano che rimanga sostenibile per tutta la durata e riduca la probabilità di dover ricorrere nuovamente a credito per coprire il bilancio ordinario.

12 · RATA PIÙ BASSA

Perché una rata più bassa può costare di più nel tempo

Uno dei motivi principali per cui si valuta il consolidamento è abbassare l’esborso mensile. Questo risultato può essere utile, soprattutto quando più rate ravvicinate comprimono troppo il reddito disponibile. Tuttavia la riduzione della rata deriva spesso da una durata più lunga, e una durata maggiore può aumentare l’importo totale pagato nel corso degli anni.

Per questo il confronto dovrebbe mostrare almeno quattro numeri: rata attuale complessiva, nuova rata, durata residua media dei debiti e durata del nuovo piano. A questi va aggiunto il totale dovuto. Solo così puoi capire se il beneficio di cassa mensile compensa il costo aggiuntivo della ristrutturazione.

Non esiste una durata “giusta” in assoluto. Una famiglia che ha bisogno di recuperare margine può preferire una rata più leggera; chi ha più capacità mensile può scegliere di mantenere una durata più contenuta. L’importante è che la decisione sia consapevole e non derivi soltanto dalla presentazione della rata più bassa possibile.

La guida sull’unica rata mostra più nel dettaglio come leggere questo equilibrio tra semplicità mensile e costo totale.

13 · LIQUIDITÀ AGGIUNTIVA

Consolidare e chiedere liquidità extra: come cambia l’operazione

Alcune richieste di consolidamento includono anche una somma aggiuntiva da utilizzare per altre esigenze. Tecnicamente questo aumenta l’importo del nuovo finanziamento e può modificare rata, durata e costo totale. La liquidità extra non dovrebbe quindi essere considerata “gratuita” solo perché viene inserita nello stesso contratto.

Prima di aggiungerla, separa l’importo necessario per estinguere i debiti dall’importo destinato ad altri usi. Questa distinzione rende più facile capire quanto del nuovo costo serve davvero a riorganizzare il passato e quanto invece finanzia nuova spesa. Più la componente extra cresce, più il consolidamento si allontana dalla semplice ristrutturazione dei debiti esistenti.

Una richiesta moderata e motivata può essere più facile da valutare rispetto a un importo aggiuntivo elevato scelto senza un fabbisogno preciso. In ogni caso, l’approvazione dipende dal profilo e dalla sostenibilità complessiva, non dalla sola destinazione dichiarata del denaro.

Per questo tema puoi leggere anche la guida su consolidamento debiti e liquidità, che separa in modo più dettagliato le due componenti.

14 · TEMPI

Quanto tempo può richiedere un consolidamento debiti

Non esiste un tempo unico valido per ogni richiesta. La durata del processo dipende dalla completezza dei documenti, dal numero di finanziamenti da estinguere, dalla rapidità con cui vengono ottenuti i conteggi, dalla necessità di chiarimenti e dalla complessità del profilo. Una pratica semplice e completa può procedere più velocemente di una con molte posizioni o documentazione incompleta.

È utile distinguere tra tempo di valutazione e tempo di chiusura. Anche dopo una decisione positiva possono servire passaggi operativi per perfezionare il contratto, gestire l’erogazione e completare le estinzioni. Per questo non è prudente programmare scadenze importanti basandosi su tempi stimati non confermati.

Per ridurre i ritardi, prepara in anticipo i documenti reddituali, i dati dei prestiti, i conteggi aggiornati e una tabella chiara dei rapporti da chiudere. Rispondere rapidamente alle richieste di integrazione può aiutare, mentre informazioni incoerenti o mancanti tendono ad allungare l’istruttoria.

Evita invece di interpretare la velocità come unico criterio di scelta. Un processo molto rapido non compensa condizioni poco chiare. Prima di firmare deve restare il tempo necessario per leggere costi, durata, importo netto e modalità di estinzione dei vecchi debiti.

15 · BANCHE E INTERMEDIARI

Dove si può richiedere il consolidamento e cosa confrontare

Il consolidamento può essere proposto da banche e altri intermediari autorizzati secondo le soluzioni disponibili. Non tutti utilizzano gli stessi criteri, gli stessi importi o le stesse durate. Per questo è utile confrontare più opzioni, ma solo dopo aver definito un fabbisogno preciso e una struttura comparabile.

Quando confronti due proposte, verifica che includano gli stessi debiti, lo stesso eventuale importo di liquidità e una durata simile. Se cambiano questi elementi, la rata da sola non permette di capire quale soluzione sia più adatta. Aggiungi sempre TAEG, totale dovuto e condizioni di estinzione alla tabella di confronto.

Può essere utile chiedere alla propria banca, ma non è obbligatorio limitarsi a quell’interlocutore. Una relazione già esistente può semplificare alcuni passaggi, mentre un altro operatore può avere criteri o prodotti differenti. La scelta dovrebbe basarsi sulle condizioni concrete, non soltanto sulla familiarità del marchio.

La guida su consolidamento debiti e banche approfondisce come impostare questo confronto senza fermarsi alla sola rata proposta.

16 · ERRORI DA EVITARE

Gli errori più comuni quando si cerca di consolidare i debiti

Il primo errore è scegliere l’importo partendo dalla rata desiderata invece che dai debiti reali da estinguere. Il secondo è ignorare il costo totale perché la nuova rata sembra più leggera. Il terzo è lasciare aperte carte o linee di credito e ricominciare a usarle dopo il consolidamento, ricreando nel tempo la stessa frammentazione iniziale.

Un altro errore frequente è inviare molte richieste senza aver prima ricostruito la propria posizione. Se esistono ritardi, dati non aggiornati o documenti incompleti, cambiare intermediario ripetutamente non risolve il problema di fondo. È meglio capire quali elementi limitano la fattibilità e intervenire su quelli che possono essere corretti.

Attenzione anche alle promesse troppo semplici: “approvazione garantita”, “rata dimezzata senza costi” o “cancellazione dei debiti” non descrivono il funzionamento reale di un consolidamento. Un nuovo credito comporta una valutazione e ha un costo. La sostenibilità va verificata su numeri concreti e documentazione trasparente.

Infine, non considerare il consolidamento come una soluzione automatica a un bilancio strutturalmente negativo. Se le spese correnti superano stabilmente il reddito, una nuova rata può soltanto rinviare il problema. In quel caso la priorità è riequilibrare entrate e uscite.

17 · CHECKLIST

Checklist pratica prima di firmare

Prima di firmare, verifica di avere una risposta chiara a queste domande: quali debiti vengono estinti? Qual è l’importo esatto destinato alle chiusure? C’è liquidità aggiuntiva? Qual è la nuova rata? Quanto dura il piano? Qual è il TAEG? Qual è il totale dovuto? Quali costi accessori sono inclusi?

Controlla poi la sostenibilità. Simula il bilancio mensile dopo l’operazione usando un reddito prudente e spese realistiche. Verifica quanto margine rimane dopo rata, casa, utenze, alimentazione, trasporti, assicurazioni e altre uscite ricorrenti. Se il margine è troppo ridotto, il piano potrebbe essere vulnerabile a qualsiasi imprevisto.

Confronta almeno due scenari di durata e, se hai più proposte, riportale nella stessa tabella. Non confrontare una rata di 84 mesi con una di 120 mesi senza guardare il totale dovuto. Allo stesso modo, non confrontare un prestito che estingue tutti i debiti con uno che ne lascia alcuni fuori senza considerare le rate residue.

Infine, conserva copia dei conteggi estintivi, della documentazione contrattuale e delle conferme di chiusura. Il consolidamento funziona davvero quando il prima e il dopo sono verificabili: meno esposizioni, una rata sostenibile e un piano che resta gestibile anche nei mesi meno favorevoli.

18 · DECISIONE

Quando il consolidamento ha una logica e quando è meglio fermarsi

Il consolidamento può avere una logica quando esistono più debiti da riorganizzare, l’importo necessario è chiaro, la nuova rata riduce la pressione mensile in modo sostenibile e il costo complessivo è stato compreso. Deve inoltre essere realistico pensare che, dopo l’operazione, le vecchie linee di credito non vengano nuovamente utilizzate per coprire spese ordinarie.

È invece opportuno fermarsi quando il nuovo prestito serve soprattutto ad aggiungere altra liquidità senza ridurre davvero i debiti, quando la durata necessaria diventa eccessiva rispetto all’obiettivo o quando il bilancio resta negativo anche dopo la riduzione della rata. In questi casi il consolidamento cambia la forma del debito ma non la sua sostenibilità.

Anche un rifiuto può essere informativo. Prima di inviare nuove richieste, prova a capire se il problema è l’importo, il reddito, la documentazione, il livello di indebitamento o lo storico dei pagamenti. Ridurre il fabbisogno o attendere una situazione più stabile può essere più utile che cercare subito un altro finanziatore.

Il criterio finale è semplice: il nuovo piano dovrebbe rendere il debito più comprensibile, più controllabile e compatibile con il reddito disponibile. Se per ottenere una rata più bassa devi accettare un costo che non comprendi o un piano che lascia troppo poco margine, è meglio rivedere la struttura prima di firmare.

DOMANDE FREQUENTI

Domande frequenti su come funziona il consolidamento debiti

Risposte rapide su passaggi, rata, durata, liquidità, documenti ed estinzione dei vecchi prestiti.

Si parte dalla ricostruzione dei finanziamenti da estinguere, si calcola l’importo necessario, si definiscono rata e durata sostenibili, si presenta la documentazione e l’intermediario valuta la richiesta. Se approvata, il nuovo finanziamento viene utilizzato per chiudere le posizioni previste e resta il nuovo piano di rimborso.

Non necessariamente. Spesso l’obiettivo è ridurla, ma il risultato dipende da importo, durata, tasso e costi. Una rata più bassa ottenuta allungando molto il piano può aumentare il totale dovuto.

No. L’operazione può essere costruita sui debiti che si decide e si riesce effettivamente a estinguere. È però importante sapere quali rapporti resteranno aperti e includerne le rate nel calcolo della sostenibilità.

Non esiste un tempo standard. Dipende dal numero di debiti, dalla completezza dei documenti, dai conteggi estintivi, dalla valutazione del profilo e dai passaggi necessari per chiudere le vecchie posizioni.

In alcune soluzioni può essere possibile, ma la liquidità extra aumenta il capitale finanziato e può modificare rata, durata e costo totale. Va quindi separata chiaramente dall’importo destinato a estinguere i debiti.

Non c’è un solo dato. Rata, durata, TAEG, totale dovuto, importo realmente destinato alle estinzioni e debiti che resteranno aperti vanno letti insieme per capire se il nuovo piano è davvero più sostenibile.

Prima di firmare, confronta il prima e il dopo

Metti nella stessa tabella rate attuali, debiti da estinguere, nuova rata, durata, TAEG e totale dovuto: il consolidamento ha senso solo se il nuovo piano resta sostenibile nel tempo.

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